Il Gruppo Emergency Bergamo organizza la consueta “Cena degli amici di Emergency”.

L’appuntamento è per:
Giovedì, 3 Giugno 2010 – ore 19,45
presso il ristorante ‘Castello del Vescovado’
in V. De Sabata 29 – Gavarno Vescovado – Scanzorosciate

Il ricavato dell’iniziativa sarà utilizzato per il mantenimento della corsia pediatrica dell’ospedale di Anabah, in Afganistan.

Il costo per la partecipazione alla cena è di € 30.00.

Per motivi organizzativi vi preghiamo di dare la vostra prenotazione entro il 27 maggio al seguente numero: tel. 3387954104 oppure con una mail a referente@emergencybg.org (lasciate un vostro recapito e il numero di persone che volete prenotare).

Ospite della serata, l’infermiera bergamasca Paola Poli, che racconterà la sua esperienza negli ospedali di Emergency in Afganistan.

 

Domenica 18 aprile. Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Guazzugli Bonaiuti, fino a oggi detenuti in una struttura dei servizi di sicurezza afgani, sono stati liberati, non essendo stato possibile formulare alcuna accusa nei loro confronti.

Finalmente, dopo una settimana d’angoscia, e senza aver potuto beneficiare delle garanzie previste dalla costituzione e dalla legge afgane vigenti, potranno contattare le loro famiglie e i loro colleghi.

Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato insieme a Emergency per il rilascio, in Italia, in Afganistan e nel mondo.

Gli avvocati di Emergency continuano a seguire la situazione dei collaboratori afgani ancora trattenuti dai servizi di sicurezza, dei quali non abbiamo notizie né in merito alle loro condizioni di salute, né alla loro condizione giuridica, né al luogo presso il quale sono tuttora trattenuti.

 

Milano, 10 aprile.

Oggi pomeriggio uomini della polizia e dei servizi segreti afgani hanno fatto irruzione nel Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah, nella provincia meridionale di Helmand. Tre dei nostri operatori, cittadini italiani, sono stati prelevati attorno alle 16.30, ora afgana.

Non siamo finora riusciti ad avere un contatto telefonico con loro. Nell’unico contatto avuto con uno dei cellulari in uso ai nostri operatori ha risposto una persona che si è qualificata come ufficiale delle forze armate britanniche e che ha detto che gli italiani stavano bene ma che – al momento – non si poteva parlare con loro.

Altri cinque dei nostri operatori, tra cui quattro italiani e un indiano, sono al momento nell’abitazione dello  staff internazionale  e sono in costante contatto telefonico con il nostro staff a Milano.

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Presso l’Auditorium Liceo Mascheroni (BG) ci sarà la proiezione del film “domani torno a casa”.

Il documentario “Domani torno a casa” è stato presentato a Venezia alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Questo film si svolge tra Khartoum e Kabul. Due piccoli protagonisti, Yagoub e Murtaza. Un afgano di sette anni incappato in una mina e un quindicenne sudanese aggredito da una grave malattia cardiaca. Entrambi, in maniera diversa, vittime di guerra.

Durante la serata sarà disponibile materiale informativo sull’attività di emergency.

LA VISIONE DEL FILM È CONSIGLIATA AD UN PUBBLICO ADULTO

Entrata Gratuita

 

Ti aspettiamo allo spazio incontri della fiera del libro di Bergamo per la presentazione del libro “specchi di guerra, giornalismo e conflitti armati da Napoleone a oggi”. Interverrà Oliviero Bergamini, intervistato da Andrea Valesini.

Oliviero Bergamini, giornalista e storico, è inviato Rai, docente di Storia del giornalismo presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato numerosi studi di storia politica, militare e del giornalismo e ha realizzato servizi e reportage da diverse zone di crisi (tra le altre, Iraq, Afghanistan, Cecenia, Libano).

«Il compito del war reporter oggi è più che mai difficile: stretto tra le sempre più pervasive logiche commerciali dei grandi media, le più sofisticate strategie di controllo e manipolazione dei governi e dei poteri economici, l’erosione del suo specifico ruolo professionale innescato dalla diffusione dei media digitali, e le crescenti difficoltà di afferrare una guerra sempre più multiforme e delocalizzata, che è ovunque e in nessun luogo. Il tempo in cui William Russell osservava da un’altura la carica dei Seicento e ne scriveva poi con tutta calma con la sua penna d’oca, alla luce di una lampada a olio, è irrimediabilmente perduto.»

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